News for March 2010

IT – LEISURE

“Into a Limbo large and broad, since called The Paradise of Fools, to few unknown.” (John Milton, Paradise Lost)
Chi ha “dato luce” a queste fotografie cerca quello che il nostro mondo non può offrire: uno spazio ed un tempo incondizionati, un qualche “dove” integro e ascetico, un Limbo. Spazi aperti ed estesi, privi di un qualsiasi moto che ci possa condurre da qualche parte, sospesi in un “vacuus” che ci impone una necessità da colmare. Una domanda viene spontanea: dove deve dirigersi l’occhio? Lo sguardo curioso andrà vagando al centro della foto o ai suoi bordi: in quei punti dove le figure (mancanti o assenti, direbbero alcuni) si daranno come suggestioni di una grande pace, di una staticità che dice molto dell’oggi: si può riempire lo spazio di tutto o di nulla, il risultato è lo stesso: non si rappresenta e non si dà significato a nulla. Quello che queste immagini significano è quello che vi è rappresentato, ovvero il significante che schiude un’intuizione (o un sospetto), come fine ultimo di un dialogo estetico tra un osservante o l’oggetto osservato. L’autrice di queste fotografie è suggestionata dalla confortevole inattività, e dall’inerzia muta e desolante della statica assoluta che ella coglie con l’obiettivo. Lei direbbe che si tratta dell’ozio (da cui “Leisure”) “come forma connessa al riposo delle forme, alla loro staticità intrinseca. Staticità non negativamente connotata, bensì spazialmente rinvenuta”. La pace si trova, non si cerca: è un premio imprevedibilmente dato in certi momenti, in alcune situazioni e senza criterio. Ma c’è dell’altro. C’è sempre dell’altro. E’ percepibile una precisa sensazione di terminazione, un silenzio forse crepuscolare, del “dopo vissuto”, un post-Mondo. Stranamente, l’immobilità, i colori sono vividi e accesi senza mai essere veramente ardenti o crudi: ora simili a pastelli vivi, ora ad acquerelli unidimensionali. Ed è questa misura apertamente onirica e di esplicita immaginazione, in cui gli spazi si arrendono all’oblio del non-movimento, che queste foto sembrano più disegni; in questi terreni, cantieri e cunicoli, in cui le forme severe e lineari sono di qualche conforto contro il silenzio, emerge un desiderio di lucida astrazione e una sorta di libido incauta e sognatrice, vaga, feconda – una forza in costante ricerca dello stadio successivo all’ozio contemplativo e assorto: il nulla.
“Nell’ozio, nei sogni, la verità sommersa viene qualche volta a galla.” (Virginia Woolf)

Scritto per la mostra  “Leisure” di Martina Magno presso le ” Officine Fotografiche” nel novembre 2008 a cura di Thomas Bugno

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IT – Oracolo

Questo è la trascrizione di un responso dell’oracolo messicano Patricia Velásquez
(Naucalpan de Juárez 1924 – Ciudad de México 1978):
“è una scienza emersa… è una risposta… sono i cambiamenti… modernità…  le domande…  il mondo diventa piccolo…  questo mondo…  è io…  mio…  è mio…  è mio…  nulla mi separa dalla
terra e la terra emersa…  come una…  razza di animali…   è tutto…  uno è uno…  uno…  sempre…  il sole splende sulla terra emersa…  è la terra dei due soli…   io mi alimento di tutto…  il sole…  la luce è la luce di tre soli che danno la vita…  alla vita…  ricorda sempre…  sempre…  che la vita è sempre…  è per sempre…  io non voglio parlare…  parlare…  Dio è nelle cose… è in tutte le cose…  in tutte le cose…  i monti…  i laghi…  i bambini e salvare i bambini è imperativo…  solo Dio è in Dio…  e nelle cose le mie affezioni…  affezioni…  il contatto con il mondo…  con il mondo è la terra che si chiama terra…  si chiama terra terra e mondo…  è un metodo…  è nell’ordine delle cose…  è in tutto quello che vedo…  è nelle acque che esplodono…  la mia coscienza esplode…  coscienza esplode…  esplode…  e io sono il mondo che Dio ha…  creato…   Dio ha creato il mondo…  a immagine e somiglianza del mondo…  è continuo…  è continuo incedere del mondo su di me…  non ci sono cose migliori del bello…  è in una pioggia d’estate…  Dio è ovunque d’estate Dio è ovunque d’inverno… Dio nelle mie braccia…  Dio è nel mio sonno e nel pulsare del tuono…  lo senti scorrere del tempo…  io sono con tutto…  io non sono venuta al mondo…  io sono venuta dal mondo…  sono cresciuta e e sono qui con te che mi guardi… e sono in tutte le cose… io perdo… io perdo… dove vivo…  e sono qui con il mondo intorno a me… e le frequenze dell’universo… sono in un fuoco… in una mente… è il flusso continuo del mondo su di me… io sono tutto… e io… sono il vuoto… in me… sono sopra e sotto… oltre e lontano… la sciagura del divenire… il cosmo… io mi dipingo di verde… il cosmo respira di luce… io sono i continenti e l’acqua del mare…”

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